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CARDIOFITNESS

 

 

L’avanzamento tecnologico e il derivante benessere socio-economico hanno indubbiamente migliorato lo stile di vita dell’uomo sia in ambito lavorativo che ricreativo. Questo benessere pero’ non ha sempre avuto un parallelo riscontro con le sane abitudini di vita delle persone soprattutto di quelle residenti in grandi agglomerati urbani. Infatti, le aumentate capacita’ produttive possibili con l’uso di macchine hanno condotto ad un uso piu’ limitato del proprio corpo, delle proprie forze e potenzialita’. Quindi il minor uso del corpo, l’aumento del peso (anche grazie alle migliorate possibilita’ alimentari) e le malattie tipiche della modernita’ (come lo stress e l’ipertensione) hanno favorito il declino dell’efficienza cardiovascolare e muscolare. Questo stato di cose diviene un vero “”dramma” se si considera che la “macchina-uomo” raggiunge rendimenti straordinari 55-60% (cuore, vasi, respiro e muscoli): livelli elevatissimi se paragonati alle migliori automobili che raggiungono al massimo il 33% di produzione di spostamento rispetto all’energia utilizzata.

Quindi un “ritorno al passato” permetterebbe di evitare patologie croniche connesse alla sedentarieta’ o allo scarso uso del corpo.

Questo ritorno altro non e’ che il cardiofitness per dirla con parole ad effetto.

 

Cos’e’

Il cardiofitness (al di la’ dell’inglesismo) altro non e’ che una concezione di esercizi per assicurarsi il benessere fisico e mentale. Il suffisso cardio, infatti, ci indica che l’utilizzo della frequenza cardiaca e’ il parametro che viene controllato per modulare l’intensita’ dell’esercizio fisico.

Fare cardiofitness quindi non significa assumere medicine, terapie o seguire riabilitazioni (anche se metodologie tipiche del cardiofitness sono ugualmente usate in ambito clinico), ne tanto meno impegnarsi in uno sport agonistico. Infatti, il cardiofitness e’ proposto ad individui sani che vogliono continuare ad esserlo e che non hanno velleita’ competitive tipiche degli sport in cui i traumatismi del resto sono molto diffusi.

Seguire un programma di cardiofitness significa eseguire un insieme di esercizi e attivita’ controllando il carico del cuore per indirizzare in modo intelligente e scientificamente supportato il lavoro fisico secondo i propri obiettivi. Del resto frasi del tipo “piu’ fa male piu’ fa bene” sono ormai superate e quindi attenzione alla modulazione del carico perche’ sforzi eccessivi potrebbero risultare inutili se non controproducenti.

 

Vantaggi

Un’attivita’ moderata (ma comunque monitorata e guidata) se protratta nel tempo con regolarita’ portera’ a benefici importanti e durevoli nel tempo.

L’organizzazione mondiale della sanita’ nelle sue indicazioni ai soggetti alla soglia dei 60 anni (WHO global strategy on diet, physical activity and health) raccomanda un’attivita’ moderata e costante di 30’ al giorno. Un’abitudine simile a quella raccomandata dall”WHO raggiungera’ indubbi e comprovati benefici: non solo a livello cardiaco.

Per citarne alcuni: miglioramento dell’efficienza del “muscolo-cuore” e dei sui vasi, riduzione della comparsa del diabete non insulino-dipendente (fino al 30%), dell’ipertensione (associata all’ipercolesteremia), del sovrappeso (tipico dell’avanzare dell’eta’), delle compromissioni muscolo-scheletriche (con riduzioni delle frequenza di cadute e fratture conseguenti), dell’alterazioni psicologiche e perfino dell’insorgenza di alcuni tumori (al seno post-menopausa, alla prostata e al colon fino al 40%).

Inoltre, il cuore (che e’ un muscolo che puo’ e deve essere allenato) se stimolato correttamente secondo carichi incrementera’ la propria forza di contrazione riducendo cosi il numero dei suoi atti pulsatori nel minuto (Fc): il tutto “muovendo” lo stesso volume di sangue.

Un cuore “allenato” produrra’ meno battiti nel minuto guadagnando quindi tempo per il suo stesso riempimento (diastole). Questo miglior riempimeno sara’ quindi utile per l’efficienza della successiva azione di eiezione del sangue e per le coronarie (vasi che irrorano il cuore) che riusciranno a riempirsi maggiormente perche’ ‘paradossalmente queste si aprono durante la fase di diastole. Quindi, a maggior tempo di riempimento corrispondera’ maggior irrorazione al cuore stesso e quindi minor rischio di infarto.

I vantaggi oltre ad essere ascritti alla sfera cardiaca (con riduzione dell’incidenza delle malattie cardiovascolari 2 volte superiore rispetto alle persone inattive) partecipano anche al mantenimento della densita’ ossea (con attivita’ di skipping controllato) e alla formazione di una positiva immagine di se stessi.

 

Specificatamente

Per i piu’ curiosi si possono anche elencare i risultati di studi scientifici pubblicati su riviste di settore altamente specifiche come per esempio Circulation, Chest o Stroke.

Le ricerche, infatti, dimostrano come attivita’ di tipo aerobico protratte dai tre ai nove mesi producano in soggetti ipertesi una diminuzione di 15-20 mmHg di pressione sistolica e 10-15 mmHg di diastolica. Da un punto di vista respiratorio 24 sedute da 30 minuti, per esempio, permettono il miglioramento della personale resistenza, della capacita’ vitale e della massima ventilazione volontaria. Ovviamente, considerando insieme i due sistemi (cardio-respiratorio) i risultati rimangono incoraggianti: significativi miglioramenti si ottengono sull’incremento del VO2max (massima capacita’ di usare ossigeno per produrre energia) e aumenti del 25% nella velocita’ di cammino (6 minute walking test) sono registrati al termine di sedute di allenamento continuativo.

 

Cardiofrequenzimetro

Buoni risultati sulla propria efficienza fisica come prevenzione e azione prudente per la propria salute possono essere raggiunta con pochi “sforzi”. L’attivita’ pero’ deve essere monitorata e graduata secondo le esigenze. E le potenzialita’ personali.

Uno strumento utile, preciso, trasportabile ovunque e soprattutto economico e’ il cardiofrequenzimetro. La frequenza che viene segnata sul display di questo strumento che si porta al polso come un orologio deve essere letta con consapevolezza (un esperto puo’ essere di aiuto) e senza agitazione.

La lettura della propria frequenza cardiaca serve appunto per lavorare sempre in percentuale della massima frequenza cardiaca che come, ormai, tanti sanno e’ in funzione dell’eta’ (e non solo!).

Le percentuali di lavoro definiscono quindi diverse fasce di lavoro o target zone che ci indicano la nostra intensita’ di lavoro (elevata, moderata e leggera). Allenarsi all’interno della zona d’intensità corretta (come i giri del motore dell’automobile) permette di raggiungere i risultati desiderati provando un crescente gusto per i risultati ottenuti: gusto che aumenta se alternanze fra le intensita’ e i tempi di recupero vengono inseriti con criterio.

 

Un buona abitudine al movimento controllato e finalizzato e’ il miglior aiuto che possiamo auto-fornirci per la nostra salute in un periodo dove non e’ ancora compromessa. Mentre le variazioni biologiche dell’eta’ non hanno ancora agito in modo significativo e il corpo e’ ancora reattivo e pronto ad immagazzinare stimoli benefici perche’ perdere tempo? Aggiungere vita agli anni con un motore forte non ha tempo. Si puo’ e deve fare subito.